DAL MINISTERO DEL WELFARE NUOVI FONDI PER LA RICERCA SULLA FIBROSI CISTICA PDF Stampa E-mail
29 June 2009
Per la ricerca e la prevenzione della fibrosi cistica in Italia il Governo mettera' a disposizione un milione e 290 mila euro. A darne notizia, nel corso della conferenza stampa 'La fibrosi cistica merita un occhio di riguardo' promossa dalla Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica (FCC) e tenutasi nei giorni scorsi a Roma e' Bruno Campione, direttore dell'Ufficio IV per la Ricerca Scientifica e Tecnologica del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Il bando per il finanziamento degli studi scadra' il prossimo 15 luglio. Ogni regione potra' presentare al massimo due progetti. La valutazione delle iniziative di ricerca a cui riconoscere i fondi avverra' attraverso il vaglio di un collegio di esperti internazionali con il cosiddetto sistema peer review, per garantire la piu' assoluta trasparenza nell'attribuzione dei finanziamenti.
Nel corso della conferenza, alla quale hanno partecipato anche Matteo Marzotto, vicepresidente della Fondazione, e Graziella Borgo, responsabile divulgazione scientifica, insieme ad Annarosa Racca, presidente di Federfarma, e' stata poi presentata un'iniziativa finalizzata alla raccolta fondi per la ricerca. A partire dal primo luglio, infatti, sara' possibile acquistare presso le farmacie tre diversi modelli di occhiali da lettura firmati da Matteo e Marta Marzotto che di questa campagna sono testimonial. Per ogni occhiale venduto, il cui costo e' di 29,90, un euro verra' devoluto agli studi sulla fibrosi cistica, la malattia genetica grave piu' diffusa nei Paesi occidentali. Solo in Italia ci sono ogni anno 200 nuovi casi e ben 3 milioni di portatori sani, la maggior parte dei quali non sa di esserne affetto.
'Verra' a breve sperimentata una nuova classe di farmaci sull'uomo - spiega Graziella Borgo -. Si tratta di molecole che in laboratorio hanno gia' fatto registrare risultati sorprendenti e tutto lascia sperare che possano costituire un passo avanti nel trattamento della malattia'.